Simula il TFR (Trattamento Fine Rapporto) che maturerai o hai già accumulato, con la formula ufficiale Art. 2120 c.c.: rivalutazione annua iterativa, tassazione separata e detrazione fiscale.
| Anno | Quota accantonata | Rivalutazione | TFR fine anno |
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Nel campo RAL inserisci il tuo stipendio annuo lordo, quello che trovi nel contratto di lavoro o nella sezione «Riepilogo» della busta paga. Non usare la retribuzione netta (quella che ricevi sul conto corrente), ma quella lorda: è la base di calcolo prevista dall'Art. 2120 c.c.
Esempio: se guadagni 2.000 € netti al mese, la tua RAL sarà probabilmente intorno ai 28.000–32.000 € a seconda del contratto collettivo e delle addizionali.
Inserisci per quanti anni vuoi simulare l'accumulo del TFR. Se vuoi conoscere il TFR già maturato, usa gli anni già lavorati. Se vuoi stimare l'importo futuro alla pensione o a una data di fine rapporto prevista, usa il numero totale di anni che intendi lavorare per quella azienda.
Il simulatore calcola l'accumulo anno per anno con la formula iterativa completa, inclusa la rivalutazione applicata sul TFR già maturato alla fine di ogni anno.
La rivalutazione annua del TFR prevista dall'Art. 2120 c.c. è pari a:
Il valore preimpostato del 3% è una media storica ragionevole per stime a lungo termine. Modificalo per simulare scenari di inflazione alta o bassa.
Il TFR è soggetto a tassazione separata: viene applicata l'aliquota media IRPEF calcolata sui redditi degli ultimi 5 anni. Le fasce orientative:
Se scegli Fondo Pensione Complementare, l'aliquota si riduce automaticamente al 15% (scende fino al 9% dopo 35 anni di partecipazione), indipendentemente dalla tua aliquota IRPEF ordinaria.
Il simulatore mostra:
Il risultato è una stima indicativa. Il TFR effettivo dipende dagli esatti elementi della retribuzione imponibile, dagli scatti contrattuali, dai ratei variabili e dai tassi ISTAT reali. Non ha valore legale né contrattuale.
Il TFR (Trattamento Fine Rapporto), comunemente chiamato liquidazione, è una quota di retribuzione che il datore di lavoro accantona ogni anno per il dipendente. Viene erogata alla fine del rapporto di lavoro, indipendentemente dal motivo della cessazione: licenziamento, dimissioni, pensionamento, decesso o scadenza del contratto a termine.
La disciplina è contenuta nell'Art. 2120 del Codice Civile. Ogni anno il datore accantona una quota pari alla Retribuzione Annua Lorda divisa per 13,5: circa l'equivalente di un mese di stipendio in più all'anno.
Il calcolo si articola così:
La rivalutazione si applica solo al TFR già accumulato negli anni precedenti, non alla quota dell'anno in corso. Questo meccanismo iterativo genera una crescita composta nel tempo.
Il TFR è soggetto a tassazione separata (Art. 17 TUIR): si applica l'aliquota media IRPEF calcolata sui redditi degli ultimi 5 anni lavorativi (o su tutta la durata del rapporto se inferiore a 5 anni).
Lasciando il TFR in azienda, viene rivalutato al tasso Art. 2120 c.c. e tassato con aliquota separata IRPEF (tipicamente 23-43%). Conferendolo a un fondo pensione complementare:
I tempi dipendono dal tipo di rapporto e dalla causa di cessazione:
Per verificare il TFR effettivamente maturato puoi consultare:
Supponiamo una RAL di €30.000 e 10 anni di servizio con rivalutazione media del 3% annuo:
Nota: Il TFR maturato nei periodi precedenti al 31 dicembre 2000 è assoggettato a un regime fiscale parzialmente diverso. Questo simulatore adotta il regime post-2000 (tassazione separata con aliquota media IRPEF). Per situazioni complesse consulta un consulente del lavoro o un CAF.