Controlla un IBAN con l'algoritmo ufficiale ISO 13616 (modulo 97): verifica formale, lunghezza per paese e scomposizione in CIN, ABI, CAB e conto per gli IBAN italiani. Tutto avviene nel tuo browser: nessun dato viene inviato o salvato.
Questo strumento esegue la verifica formale di un IBAN: controllo del paese, della lunghezza e della cifra di controllo con l'algoritmo ufficiale ISO 13616 (modulo 97), lo stesso usato dalle banche per rifiutare i codici errati.
Digita o incolla il codice nel campo: spazi, trattini e lettere minuscole vengono normalizzati automaticamente, quindi puoi incollarlo così come lo trovi in fattura o in un documento.
Premi Verifica IBAN. Lo strumento controlla nell'ordine: che i caratteri siano ammessi, che la lunghezza corrisponda a quella prevista per il paese (27 per l'Italia), e che la cifra di controllo soddisfi il calcolo modulo 97. Tutto avviene nel tuo browser: l'IBAN non viene inviato né salvato da nessuna parte.
Se l'IBAN è valido e italiano, viene scomposto in CIN, ABI (codice banca), CAB (codice filiale) e numero di conto. Se non è valido, il messaggio indica il motivo esatto: lunghezza errata, caratteri non ammessi o cifra di controllo non corrispondente (tipico segnale di un errore di battitura).
La verifica è solo formale: un esito positivo non garantisce che il conto esista, sia attivo o sia intestato a una determinata persona. Prima di un bonifico importante verso un nuovo beneficiario, affidati anche al controllo del nome (Verification of Payee) che la tua banca esegue al momento dell'invio.
L'IBAN (International Bank Account Number) è il codice standard internazionale ISO 13616 che identifica univocamente un conto di pagamento. In area SEPA è l'unico identificativo richiesto per bonifici e addebiti diretti. La lunghezza varia da paese a paese: 27 caratteri in Italia, 22 in Germania, 27 in Francia.
IT (paese) + 2 cifre di controllo internazionali + CIN (una lettera, controllo nazionale) + ABI (5 cifre: la banca) + CAB (5 cifre: la filiale) + numero di conto (12 caratteri). L'elenco ufficiale dei codici ABI è gestito dalla Banca d'Italia.
Si spostano i primi 4 caratteri in fondo al codice, si convertono le lettere in numeri (A=10, B=11, … Z=35) e si calcola il resto della divisione per 97: se il resto è 1, l'IBAN è formalmente corretto. Il meccanismo intercetta praticamente tutti gli errori di battitura a singolo carattere e le inversioni di cifre adiacenti.
Se l'IBAN errato non supera il controllo formale, il bonifico viene rifiutato subito. Se invece corrisponde a un conto esistente, l'accredito va al conto indicato: per la normativa sui pagamenti fa fede l'IBAN, non il nome del beneficiario. Il recupero richiede una richiesta di richiamo tramite la propria banca e la collaborazione del ricevente.
Dal 2025, con il regolamento UE sui bonifici istantanei, le banche europee devono offrire la verifica del beneficiario: al momento del bonifico il nome indicato viene confrontato con l'intestatario reale dell'IBAN e l'eventuale discrepanza viene segnalata prima dell'autorizzazione. È la protezione più efficace contro errori e truffe da falso IBAN.
No: l'IBAN serve a ricevere pagamenti e con il solo codice non è possibile prelevare denaro. L'unica cautela riguarda gli addebiti SDD non autorizzati, che possono comunque essere disconosciuti: per gli addebiti entro 8 settimane il rimborso è incondizionato.
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